Venerdì, 10 Gennaio 2014 19:45

Maria, Donna del Silenzio

Maria è donna del silenzio, in un canto mariano leggiamo queste parole: Vergine del silenzio, che ascolti la parola e la conservi, donna del futuro aprici il cammino.
Silenzio di chi vigila, silenzio di chi attende, silenzio di chi scopre una presenza.
Silenzio di chi dialoga, silenzio di chi accoglie, silenzio di chi vive in comunione.
Silenzio di chi prega, silenzio di chi è in pace, silenzio di chi è “uno” nel suo spirito.
Silenzio di chi è povero, silenzio di chi è semplice, silenzio di chi ama ringraziare.
Il silenzio di Maria non è un silenzio sterile, vuoto; al contrario è un silenzio pieno, ricco. E’ un silenzio che dispone all’accoglienza, che apre verso gli altri. Solo quando si è nel silenzio, si può sentire…si può percepire l’altro. Infatti quando l’Angelo le portò l’annuncio, Maria ha sentito le parole perché era nel silenzio. Il silenzio è vuoto di se stessi per accogliere; nel rumore interiore non si può ricevere niente e nessuno.
Maria accoglie il Verbo e nel silenzio del suo cuore può riceverlo. Non ci sono ostacoli alla comunicazione quando c’è il silenzio, non puoi che intendere, ascoltare, percepire anche il più piccolo dei bisbigli. Il cuore è pronto a ricevere il necessario per la sua vita interiore. Maria è l’esempio di donna silenziosa, ma non muta: all’occorrenza sa cosa dire! Sa farsi ascoltare. Parla al momento giusto e dice cose giuste, perché è “uno” nel suo spirito, cioè è capace di rimanere in comunione con il suo Signore. Non spreca le parole, suo Figlio infatti dice di non fare come i pagani che sprecano le parole … la sua preghiera è semplice ed efficace perché sa come toccare il cuore di Dio. Ecco perché riesce ad ottenere tutto da Lui.
Maria è donna silenziosa e discreta, accompagna, dirige verso il Figlio per poi sparire … non ama essere in vista, sa che Lui deve crescere e Lei diminuire. Ecco l’umiltà! Sapere che solo Dio è importante, che tutto viene da Lui, avere sempre la coscienza di essere strumenti nelle sue mani. Maria è la madre perfetta, poiché sa accompagnare sempre i figli verso il vero bene … chi si affida a Lei può stare certo di ritrovarsi tra le braccia di Gesù e non sapere come esserci arrivato. Il silenzio di Maria porta ad accettare tutto da Dio: il bene come la prova. Maria accetta la Croce che viene posta sulle spalle del Figlio e sulle sue.
Accetta la morte del Figlio, lo stringe fra le braccia in silenzio. Lo depone nel sepolcro nel silenzio: non un grido esce dalla sua bocca, eppure il suo cuore è lacerato, avrebbe tutti i motivi di urlare il suo dolore. Ma sa che tutto questo ha un fine, che Lei non comprende … sa che il suo Dio è Amore … si fida di Lui. Quante volte davanti ad un dolore, ad una sofferenza, ad una malattia abbiamo alzato la voce contro il cielo … umanamente è anche lecito … non dimentichiamo che Gesù stesso grida al Padre “perché mi hai abbandonato” … ma Maria, umana come noi, non disse nulla anche se il cuore le sanguinava. La sua fiducia e il suo abbandono erano totali fino al punto di accettare la morte del suo unico Figlio. Erano tali da perdonare tutti gli uomini e di prenderli addirittura come figli propri. Di raccoglierli tutti sotto il suo manto per portarli al Figlio suo e al Padre nostro. Nessuna madre terrena è capace di tanto! 
Ascoltiamo la voce del Servo di Dio don Tonino Bello
Tra i tanti appellativi mariani, in cui non sai se ammirare di più la fantasia dei poeti o la tenerezza della pietà popolare, ne ho trovato uno di straordinaria suggestione: Maria, cattedrale del silenzio.
Certo, oggi è difficile sperimentare il silenzio nelle cattedrali delle metropoli. Però chi vi entra condotto dalla voglia di pregare, troverà sempre l'angolo giusto. Sedendo e mirando, gli basterà sollevare lo sguardo al di sopra del pavimento, e il silenzio lo troverà nascosto lassù, nelle penombre delle arcate e tra gli incroci dei costoloni. Anzi, ancora più su. Perché, se si lascerà sedurre dall' altezza della volta, si fingerà nel pensiero anche lui, come il poeta dell'Infinito, «interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete...». Maria è appunto come una cattedrale gotica che custodisce il silenzio. Gelosamente. Non lo rompe neppure quando parla. Così come il silenzio del tempio che, là in alto, gioca con le luci colorate delle bifore e con gli intarsi dei capitelli e con le curve dell'abside, non viene rotto ma esaltato dal gemito dell' organo o dalle misteriose cadenze del canto gregoriano, che salgono da giù.
Ma perché Maria è cattedrale del silenzio?
Intanto, perché è una donna di poche parole. Nel Vangelo parla appena quattro volte. All'annuncio dell' angelo. Quando intona il Magnificat. Quando ritrova Gesù nel tempio. E a Cana di Galilea. Poi, dopo aver raccomandato ai servi delle nozze di dare ascolto all'unica parola che conta, lei tace per sempre. Ma il suo silenzio non è solo assenza di voci. Non è il vuoto di rumori. E neppure il risultato di una particolare ascetica della sobrietà. È, invece, l'involucro teologico di una presenza. Il guscio di una pienezza. Il grembo che custodisce la Parola.
Uno degli ultimi versetti della Lettera ai Romani ci offre la cifra interpretativa del silenzio di Maria. Parla di Gesù Cristo come «rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni». Cristo, mistero taciuto. Nascosto, cioè. Segreto. Letteralmente: avvolto nel silenzio. In altri termini: il Verbo di Dio nel grembo dell'eternità era fasciato dal silenzio. Entrando nel grembo della storia, non poteva avere altre bende. E Maria gliele ha offerte con la sua persona.
È divenuta così il prolungamento terreno di quell'arcano tacere del cielo. È stata costituita simbolo per chi vuol mantenere segreti d'amore. È per noi tutti, devastati dal frastuono, è rimasta scrigno silente della Parola: «Serbava tutte queste cose nel suo cuore».
Santa Maria, donna del silenzio, riportaci alle sorgenti della pace. Liberaci dall'assedio delle parole. Da quelle nostre, prima di tutto. Ma anche da quelle degli altri. Figli del rumore, noi pensiamo di mascherare l'insicurezza che ci tormenta affidandoci al vaniloquio del nostro interminabile dire: facci comprendere che, solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare. Coinquilini del chiasso, ci siamo persuasi di poter esorcizzare la paura alzando il volume dei nostri transistor: facci capire che Dio si comunica all'uomo solo sulle sabbie del deserto, e che la sua voce non ha nulla da spartire con i decibel dei nostri baccani.
Spiegaci il senso profondo di quel brano della Sapienza, che un tempo si leggeva a Natale facendoci trasalire di meraviglia: «Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo corso, la tua Parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, scese sulla terra...».
Riportaci, ti preghiamo, al trasognato stupore del primo presepe, e ridestaci nel cuore la nostalgia di quella "tacita notte" . Santa Maria, donna del silenzio, raccontaci dei tuoi appuntamenti con Dio. In quali campagne ti recavi nei meriggi di primavera, lontano dal frastuono di Nazaret, per udire la sua voce? In quali fenditure della roccia ti nascondevi adolescente, perché l'incontro con lui non venisse profanato dalla violenza degli umani rumori? Su quali terrazzi di Galilea, allagati dal plenilunio, nutrivi le tue veglie di notturne salmodie, mentre il gracidare delle rane, laggiù nella piana degli ulivi, era l'unica colonna sonora ai tuoi pensieri di castità?
Che discorsi facevi, presso la fontana del villaggio, con le tue compagne di gioventù? Che cosa trasmettevi a Giuseppe quando al crepuscolo, prendendoti per mano, usciva con te verso i declivi di Esdrelon, o ti conduceva al lago di Tiberiade nelle giornate di sole? Il mistero che nascondevi nel grembo glielo confidasti con parole o con lacrime di felicità? Oltre allo Shemàh Israel e alla monotonia della pioggia nelle grondaie, di quali altre voci risonava la bottega del falegname nelle sere d'inverno? Al di là dello scrigno del cuore, avevi anche un registro segreto a cui consegnavi le parole di Gesù? Che cosa vi siete detto, per trent' anni, attorno a quel desco di povera gente?
Santa Maria, donna del silenzio, ammettici alla tua scuola. Tienici lontani dalla fiera dei rumori entro cui rischiamo di stordirei, al limite della dissociazione. Preservaci dalla morbosa voluttà di notizie, che ci fa sordi alla "buona notizia". Rendici operatori di quell'ecologia acustica, che ci restituisca il gusto della contemplazione pur nel vortice della metropoli. Persuadici che solo nel silenzio maturano le cose grandi della vita: la conversione, l'amore, il sacrificio, la morte.
Un'ultima cosa vogliamo chiederti, Madre dolcissima. Tu che hai sperimentato, come Cristo sulla croce, il silenzio di Dio, non ti allontanare dal nostro fianco nell' ora della prova. Quando il sole si eclissa pure per noi, e il cielo non risponde al nostro grido, e la terra rimbomba cava sotto i passi, e la paura dell' abbandono rischia di farci disperare, rimanici accanto. In quel momento, rompi pure il silenzio: per dirci parole d'amore!
E sentiremo sulla pelle i brividi della Pasqua. Prima ancora che si consumi la nostra agonia.
Preghiamo perché la Vergine SS.ma ci faccia comprendere il valore del silenzio
Oh Maria ! Mia santa buona Maria!
Fammi e fai comprendere a tutti il grande valore del silenzio nel quale
si capisce Dio.
Insegnami a tacere per ascoltare la Saggezza eterna. 
Insegnami a trarre dal silenzio tutto quello che contiene, di grande,
di sovrannaturale, di divino.

Aiutami a farne una perfetta preghiera, una preghiera tutta di fede, di fiducia
e d'amore.  
Una preghiera vibrante, energica, feconda, capace di glorificare Dio
e di salvare le anime!  Amen.

Pubblicato in Angolo Rettore e Parroco

Frasi di San Francesco da Paola

  • La pace è una santa mercanzia che non si compra se non a prezzo assai caro. 

  • Ti accompagni sempre la grazia di Gesù Cristo benedetto che è il più grande e il più prezioso di tutti i doni. 

  • Benedetto sia il Signore che si è degnato soccorrerci nella nostra necessità e usarci misericordia. 

  • Abbiate ferma fede. Abbiate grande fede in Gesù Cristo.

  • Vedete, fratelli, quanto il nostro buon Dio ama la pace; amatela, miei cari, anche voi, e conservatela ad ogni costo, detestando sempre gli odi e le discordie, perché siamo tutti figli del Dio della pace e della carità.

  • Cercate di vivere nel bene, con ogni bontà e purità, nel santo timor di Dio. 

  • Il Nome di Gesù è dolcissimo; fa parlare i muti … Questo è il Nome al quale genuflettono Cielo, terra e inferno. 

  • A chi ama Dio tutto è possibile.

  • Per carità di Dio!...

  • La preghiera, la contemplazione delle cose celesti sono il vero e più naturale nutrimento della nostra anima, le sue sole delizie e la suprema felicità.

  • Ciò che nascondiamo al mondo non si può nascondere a Dio: convertitevi sinceramente.

  • La povertà di spirito è rinuncia alle preoccupazioni temporali e all’affanno di questa vita transitoria; è spianarsi il camino verso Dio; è astrazione della giustizia terrena, fedele osservanza della legge divina, fondamento di pace e di intemeratezza.

  • Invano si comincia il bene se lo si lascia prima della morte; la corona vien data in premio solo ai perseveranti.

  • L’eterno Dio Padre, il Figlio suo Gesù Cristo e la gloriosa sua Madre la Vergine Maria vi aiutino sempre e vi guidino alla salvezza dell’anima e del corpo, e vi facciano progredire di bene in meglio fino alla fine.

  • La devozione non sta nelle pezze ma nelle buone opere. 

  • Amate Dio sopra ogni creatura, ed il prossimo; abbiate la mente rivolta a Cristo, che per la sua grande clemenza vi renderà buoni nella vita dell’anima.

  • L’orazione pura e assidua dei giusti è una grande forza, e, come fedele ambasciatore, compie il suo mandato penetrando là dove non può arrivare la carne.

  • Lo Spirito Santo sia sempre infuso nella vostra anima.

  • Amatevi a vicenda e fate tutto in carità.

  • Chi ben fa sempre prega.

  • Tutto ciò che facciamo per amore di Dio è possibile e facile, perché Gesù Cristo benedetto sempre supplisce a ciò che manca alle nostre deboli forze.