Il Battesimo

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Il fondamento

“Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato”. (Mt 28, 19-20)

 

Generalità

Il battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana e la porta che apre agli altri sacramenti. Mediante il battesimo si è liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, si diventa membra di Cristo, si viene incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione.

È chiamato “battesimo” dal rito centrale dell’immersione o dell’infusione dell’acqua; è chiamato “lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo” (Tt 3,5)  perché significa e realizza quella nascita dall’acqua e dallo Spirito Santo senza la quale nessuno “può entrare nel Regno di Dio” (Gv 3,5); è chiamato anche “illuminazione”, perché il battezzato “dopo essere stato illuminato” (Eb 10,32) è divenuto “figlio della luce” (1Ts 5,5), e “luce” egli stesso (Ef 5,8; cf  CCC 1213-1216). Il cristiano è preparato dal battesimo ad accogliere tutta ricchezza che gli sarà comunicata dagli altri sacramenti, che riproporranno in modo diverso la novità della vita e dell’impegno battesimale. Nel battesimo si radicano anche le diverse vocazioni e i ministeri che arricchiscono la Chiesa. Ogni battezzato è così deputato ad essere partecipe del triplice ministero di Cristo: profetico, sacerdotale e regale.

 

L’istituzione

Dai testi del Nuovo Testamento, anche se con termini non propri ma equivalenti, risulta con certezza che Gesù ha istituito il sacramento del Battesimo.

Il giorno del suo ritorno al Padre, Gesù promulga l’ordine di battezzare e stabilisce la formula del battesimo: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19).

Fedeli al comando di Gesù, gli Apostoli amministrano il battesimo sin dal giorno di Pentecoste: “Pietro disse: Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo... Coloro che accolsero la sua parola furono battezzati” (At 2, 38.47).

Saulo, raggiunto e conquistato dalla grazia di Dio, “fu subito battezzato” (At 9,18) a Damasco.
Il battesimo viene amministrato anche ai pagani convertiti al Vangelo: “Pietro ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo” (At 10,48).

La Sacra Scrittura non dice quando Gesù ha istituito il sacramento del battesimo. I Padri della Chiesa e i teologi fanno delle ipotesi.

Alcuni (S. Ambrogio, S. Giovanni Crisostomo, S. Tommaso) ritengono che Gesù ha istituito il battesimo quando fu battezzato da Giovanni nel fiume Giordano (cf Mt 3,13). Altri, invece, nel colloquio con Nicodemo (cf Gv 3, 5); altri, nel giorno dell’ascensione al cielo (cf Mt 28,19).

La necessità del battesimo

Gesù stesso, nel colloquio con Nicodemo, afferma che il battesimo è necessario per la salvezza: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. (Gv 3, 5).  Il battesimo è necessario alla salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno avuto la possibilità di chiedere il sacramento (cf Mc 16,16; AG, 14).

Da sempre la Chiesa è fermamente convinta che quanti subiscono la morte a motivo della fede, senza aver ricevuto il battesimo, vengono battezzati mediante la loro stessa morte per e con Cristo. Questo battesimo di sangue, come pure il desiderio del battesimo, porta i frutti del battesimo, anche senza essere sacramento. Per i catecumeni che muoiono prima del battesimo, il loro desiderio esplicito di riceverlo, unito al pentimento dei propri peccati e alla carità, assicura loro la salvezza.
Ogni persona che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. E’ infatti lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità. Quanto ai bambini morti senza battesimo, la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro. La tenerezza di Gesù verso i bambini (cf Mc 10,14), consente di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza battesimo (cf CCC 1257-1261).

• IL SEGNO: Il segno del Battesimo è il versare l’acqua per tre volte sul capo del battezzando. Il ministro poi ne unge con il crisma la fronte, segno della partecipazione al sacerdozio di Cristo. Il Battesimo può essere amministrato anche per immersione. La presenza del padrino e della madrina ha il compito di ampliare in senso spirituale la famiglia del battezzando, poiché si assumono il compito di assisterlo nel cammino di fede.

I genitori, i padrini e il parroco abbiano cura che non venga imposto ai battezzandi un nome estraneo al senso cristiano (cf CDC, 855), e che sia un nome di cui, quanti sono battezzati alla nascita, abbiano poi ad essere soddisfatti.

Alla celebrazione del battesimo deve precedere un’adeguata preparazione, e pertanto:
I) L’adulto che intende ricevere il battesimo deve essere ammesso al catecumenato e, per quanto possibile, attraverso i vari gradi, essere condotto all’iniziazione sacramentale, secondo il rito dell’iniziazione adattato dalla Conferenza episcopale.

Per quanto concerne il battesimo, viene assimilato al bambino colui che non è responsabile dei propri atti.

II) I genitori di un bambino da battezzare, come pure coloro che stanno per assumere l’incarico di padrino, siano istruiti sul significato di questo sacramento e circa gli obblighi inerenti. Il parroco perciò provveda, per esempio, radunando o visitando le famiglie dei battezzandi.

Il luogo proprio della celebrazione del battesimo è la chiesa. Si abbia cura che l’adulto sia battezzato nella propria parrocchia, il bambino invece nella chiesa parrocchiale propria dei genitori, a meno che una giusta causa non suggerisca diversamente. Con il battesimo, infatti, si viene accolti nella Chiesa, la cui concreta e più immediata manifestazione e articolazione si ha nella comunità parrocchiale, affidata dal Vescovo a un pastore d’anime che con lui collabora alla vita e alla crescita del popolo di Dio.

Il battesimo può essere celebrato in qualsiasi giorno; ma si raccomanda che ordinariamente sia celebrato di domenica o, se possibile, nella veglia pasquale, per meglio esprimere il mistero pasquale e la gioia della risurrezione. E’ consigliabile che il battesimo sia conferito durante la Messa domenicale per sottolineare il nesso con l’Eucaristia e per favorire la partecipazione e la catechesi battesimale della comunità parrocchiale.

 

• IL MINISTRO: I ministri ordinari del Battesimo sono il vescovo, il sacerdote e il diacono. La Chiesa, riconoscendo l’importanza del Battesimo per la salvezza, in caso di necessità, concede che qualsiasi persona battezzata o no lo possa amministrare, purché agisca secondo l’intenzione della Chiesa.

• LA PAROLA: Il ministro mentre versa l’acqua pronuncia le seguenti parole: « Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo ».

 

I battezzandi

È capace di ricevere il battesimo ogni uomo e solo l’uomo non ancora battezzato. Affinché un adulto possa essere battezzato, è necessario che abbia manifestato la volontà di ricevere il battesimo, sia sufficientemente istruito nelle verità della fede e sui doveri cristiani, e sia provato nella vita cristiana per mezzo del catecumenato; sia anche esortato a pentirsi dei propri peccati, che poi gli verranno rimessi con il battesimo.

L’adulto, che si trova in pericolo di morte, può essere battezzato qualora, avendo una qualche conoscenza delle verità della fede, in qualunque modo abbia manifestato l’intenzione di ricevere il battesimo e prometta che osserverà i comandamenti della religione cristiana.

Il parroco deve accertare la idoneità dell’adulto, specialmente quando chiede il battesimo in vista del matrimonio da contrarre con chi è tenuto alla celebrazione nella forma canonica.

L’adulto che viene battezzato, se non si oppone una grave ragione, riceva la confermazione subito dopo il battesimo e partecipi alla celebrazione eucaristica, ricevendo anche la comunione.
I genitori sono tenuti a provvedere che i bambini siano battezzati entro le prime settimane dalla nascita.
Affinché la celebrazione del battesimo possa essere ben preparata e partecipata, i genitori, al più presto dopo la nascita del bambino, si rechino dal parroco per chiedere il sacramento per il figlio e per essere convenientemente catechizzati. Se il bambino è in pericolo di morte, lo si battezzi senza alcun indugio (cf CDC, 865-867).

 

Ciò che opera

• Il Battesimo rende figli di Dio, perché cancella il peccato originale e qualsiasi altro peccato. Viene sepolta la creatura vecchia, vittima del peccato, e per l’azione dello Spirito Santo nasce la nuova creatura: sepolti con Cristo per risorgere con lui a vita nuova. Questo sacramento incorpora a Cristo, introduce nella Chiesa e rende partecipi del sacerdozio comune dei fedeli. Il Battesimo è la porta d’ingresso nella comunità cristiana, per questo è bene che lo si riceva nella propria Chiesa parrocchiale.

Il battesimo segna il cristiano con un sigillo spirituale indelebile (carattere) della sua appartenenza a Cristo. Questo sigillo non viene cancellato da alcun peccato, sebbene il peccato impedisca di portare frutti di salvezza. Conferito una volta per sempre, il battesimo non può perciò essere ripetuto.
Il sigillo battesimale impegna i cristiani a servire Dio mediante una viva partecipazione alla Liturgia della Chiesa e ad esercitare il sacerdozio battesimale con la testimonianza di una vita santa e con una operosa carità (cf LG, 11; CCC, 1263- 1273).

 

 

I padrini

Per quanto è possibile, al battezzando venga dato un padrino il cui compito è assistere il battezzando adulto nell’iniziazione cristiana e presentare al battesimo, con i genitori, il battezzando bambino e parimenti cooperare affinché il battezzato conduca una vita conforme al battesimo e adempia fedelmente gli obblighi ad esso inerenti.

Secondo la primitiva tradizione della Chiesa, per ammettere un adulto al battesimo si richiede un padrino, scelto in seno alla comunità cristiana. Egli aiuterà il battezzando almeno nell’ultima fase di preparazione al sacramento, e dopo il battesimo lo sosterrà perché perseveri nella fede e nella vita cristiana.
Anche nel battesimo dei bambini si richiede il padrino: egli amplia, in senso spirituale, la famiglia del battezzando e rappresenta la Chiesa nel suo compito di madre. Se è necessario, collaborerà con i genitori perché il bambino giunga alla professione personale della fede e la esprima nella realtà della vita.

Nella scelta del padrino, i genitori non debbono perciò ispirarsi a criteri che nulla o ben poco hanno a vedere con le responsabilità che derivano dall’incarico di padrino.

 

La registrazione

Il parroco del luogo, dove si celebra il battesimo, deve registrare nel libro dei battezzati, e senza indugio, i nomi dei battezzati, facendo menzione del ministro, dei genitori, dei padrini, del luogo e del giorno del conferimento del battesimo e della nascita.

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