Cresima

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“Quando verrà il Consolatore che io manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio” (Gv 15, 26-27)

Il sacramento della confermazione, che imprime il carattere e per il quale i battezzati, proseguendo il cammino dell’iniziazione cristiana, sono arricchiti dal dono dello Spirito Santo e vincolati più perfettamente alla Chiesa, corrobora coloro che lo ricevono e li obbliga più strettamente ad essere con le parole e le opere testimoni di Cristo e a diffondere e difendere la fede (CJC 879).

 

L’istituzione

Dalla prassi degli Apostoli e della Chiesa dei primi secoli sappiamo che il sacramento della confermazione è stato istituito da Gesù Cristo. Poiché, infatti, con la confermazione viene conferito il dono dello Spirito Santo, gli Apostoli non l’avrebbero amministrata senza averne avuto il potere e il mandato da Gesù stesso. La prassi di celebrare un particolare rito per conferire il dono dello Spirito Santo a chi ha già ricevuto il battesimo è attestata dagli At (cf 8, 14-17; 19, 1-7) e da successive, numerose testimonianze. Ad es. Tertulliano (160-250) riferisce che, dopo il rito battesimale, si invocava la discesa dello Spirito Santo con l’imposizione delle mani; S. Ippolito (+ 235 ca) attesta che i battezzati, dopo aver ricevuto il battesimo per immersione, ricevevano dal Vescovo l’imposizione delle mani ed infine S. Girolamo (347-420 ca) attesta che i Vescovi usavano andare nei luoghi lontani a dare lo Spirito Santo a coloro che erano già stati battezzati dai presbiteri o dai diaconi.

 

La celebrazione

Il sacramento della confermazione viene conferito mediante l’unzione del crisma sulla fronte, unzione che si fa con l’imposizione della mano e con le parole prescritte nei libri liturgici approvati. All’imposizione della mano è associata una unzione di olio profumato (crisma) e perciò il sacramento della confermazione è chiamato anche “cresima”. Tale unzione spiega il nome di “cristiano” che significa “unto” e che trae la sua origine da quello di Cristo stesso, che “Dio consacrò (unto) in Spirito Santo” (At 10, 38). Il termine confermazione indica sia la conferma del battesimo, la quale porta a compimento l’iniziazione cristiana, sia il rafforzamento della grazia battesimale, tutti frutti dello Spirito Santo (CCC 1289).

È bene dare alla celebrazione della confermazione un carattere festivo e solenne, come lo esige l’importanza del suo significato per la Chiesa locale: a questo carattere di solennità contribuirà specialmente una celebrazione comune per tutti i cresimandi. La confermazione si conferisce normalmente durante Messa, perché risalti meglio l’intimo nesso di questo sacramento con tutta l’iniziazione cristiana, che raggiunge il suo culmine nella partecipazione conviviale al sacrificio del Corpo e del Sangue del Signore. Così i cresimandi, partecipando all’Eucaristia, portano a compimento la loro iniziazione cristiana. Per giusti motivi questo sacramento può essere amministrato fuori della Messa; ma in questa eventualità va dato maggiore spazio alla celebrazione della parola di Dio e all’omelia. La celebrazione della confermazione deve avere un carattere spiccatamente comunitario ed essere celebrazione di fede non solo dei cresimandi e delle loro famiglie, ma anche di tutta la comunità.

Perché la celebrazione sia salutarmene festiva e gioiosa, si deve evitare che abbia luogo nelle ricorrenze delle festività patronali le quali, non raramente, sono occasione di distrazione e di dissipazione profana. È inoltre, da preferire che il conferimento della confermazione non coincida con la celebrazione di altri sacramenti, quali la Messa di prima comunione o del matrimonio, per favorire il raccoglimento e la centralità dell’evento-confermazione, nella vita della comunità.

 

Il ministro

Ministro ordinario della confermazione è il Vescovo; conferisce validamente questo sacramento il presbitero autorizzato dal diritto oppure dalla competente autorità. In riferimento a coloro che si trovano in pericolo di morte, il parroco, anzi ogni presbitero. Anche se il Vescovo, per gravi motivi, può concedere a dei sacerdoti la facoltà di amministrare la confermazione, conviene tuttavia, proprio per il significato del sacramento, che lo conferisca egli stesso. I Vescovi sono infatti i successori degli Apostoli e hanno ricevuto la pienezza del sacramento dell’Ordine. Il fatto che questo sacramento venga amministrato dai Vescovi evidenzia che esso ha come effetto di unire più strettamente alla Chiesa, alle sue origini apostoliche e alla sua missione di testimoniare Cristo coloro che lo ricevono. Soltanto quando non gli è possibile farlo personalmente o mediante un altro Vescovo, il Vescovo diocesano può concedere, a uno o più sacerdoti, la facoltà di conferire il sacramento della confermazione. Il Vescovo diocesano è tenuto all’obbligo di curare che questo sacramento sia conferito ai sudditi che lo richiedono nel dovuto modo e ragionevolmente.

 

I confermandi

Soggetto capace di ricevere la confermazione è ogni battezzato e solo il battezzato che non l’ha ancora ricevuta. Per poter ricevere lecitamente la confermazione fuori del pericolo di morte, si richiede, se il battezzato ha l’uso di ragione, che sia adeguatamente preparato, ben disposto e in grado di rinnovare le promesse battesimali.

I fedeli sono obbligati a ricevere tempestivamente il sacramento della confermazione; i genitori e i pastori d’anime, soprattutto i parroci, devono provvedere affinché i fedeli siano bene istruiti per riceverlo e vi accedano a tempo opportuno. Il sacramento della confermazione sia possibilmente conferito ai fedeli all’incirca all’età della discrezione, a meno che la Conferenza episcopale non abbia determinata un’altra età o non vi sia il pericolo di morte oppure, a giudizio del ministro, non suggerisca diversamente una grave causa (cf CDC, 889- 891).

La Conferenza episcopale italiana ha stabilito che l’età richiesta per il conferimento della confermazione sia quella dei 12 anni circa (CEI, Delibera del 23 dicembre 1983). Si tratta, ovviamente, di indicazioni di massima, poiché l’età non comporta automaticamente l’idoneità a ricevere il sacramento, anche se prima di una certa età il soggetto non può essere giudicato idoneo in senso pastorale. L’attenzione deve quindi essere rivolta soprattutto alla preparazione dei candidati al sacramento, da protrarsi per circa un biennio.   

Con il sacramento della confermazione il battezzato fa la scelta personale e definitiva della sequela di Cristo, da realizzare in conformità al progetto che Dio ha su ciascun chiamato alla salvezza, e perciò il parroco e i catechisti debbono dedicare speciale cura al tema vocazionale. Oltre tutto, i cresimandi vivono un’età particolarmente sensibile e aperta al problema vocazionale e già cominciano a progettare il loro avvenire.

Alla vigilia o alcuni giorni prima della celebrazione del sacramento, è opportuno che i confermandi siano riuniti per un ritiro spirituale di almeno una giornata, e possibilmente in una casa religiosa che agevoli il raccoglimento, la riflessione e la preghiera. Quanto è stato detto per la preparazione alla confermazione riguarda soprattutto i candidati che ricevono il sacramento nell’età sopra indicata. Quando, invece, si tratta di postulanti in età più adulta o prossima al matrimonio, il parroco non deve pretendere che essi frequentino il corso biennale di preparazione; ma avrà con essi tutti quegli incontri che giudicherà necessari ad una conveniente preparazione.

Sebbene il sacramento del matrimonio possa essere validamente celebrato senza aver ancora ricevuto la confermazionec (cf CDC, 1065), sarebbe grave omissione pastorale non cogliere un’occasione particolarmente propizia per disporre i nubendi a ricevere la confermazione, senza rimandarla a dopo il matrimonio, con il rischio che ciò poi non avvenga.

 

Gli effetti della confermazione

L’effetto del sacramento della confermazione è la piena effusione dello Spirito Santo, come fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste (cf At 2,1-4). La confermazione apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale:

-          ci radica più profondamente nella filiazione divina;

-          ci unisce più saldamente a Cristo;

-           aumenta in noi i doni dello Spirito Santo;

-          rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa;

-          ci accorda una speciale forza dello Spirito Santo per diffondere e difendere con la parola e con l’azione la fede come testimoni di Cristo.

Come il battesimo, di cui costituisce il compimento, la confermazione è conferita una sola volta. Essa infatti imprime un marchio spirituale indelebile, il “carattere”, che perfeziona il sacerdozio comune dei fedeli ricevuto nel battesimo, e il cresimato riceve il potere di professare pubblicamente la fede, quasi per un incarico ufficiale (cf CCC, 1302-1305).

 

I padrini

Per quanto è possibile, il confermato deve essere assistito dal padrino, il cui compito è provvedere che il cresimato si comporti come vero testimone di Cristo e adempia fedelmente gli obblighi inerenti allo stesso sacramento.
Il padrino del cresimando deve avere i requisiti richiesti al padrino del battesimo, ed è conveniente sia il medesimo del battesimo (cf CDC, 892-893). Di solito i genitori scelgono il padrino del figlio cresimando a motivo dell’amicizia, della parentela o della convenienza profana; e proprio per la pratica irrilevanza dell’incarico del padrino, non manca chi ne auspica l’abolizione. Non è infatti raro il caso che il padrino si limiti ad essere presente alla celebrazione del sacramento, ad offrire un regalo al cresimato e... a partecipare al banchetto che segue la cresima.  

Il padrino deve mettersi accanto e a servizio del cresimato con il consiglio e soprattutto con l’esempio, per aiutarlo a progredire più sicuramente e agevolmente nella sequela e nella testimonianza di Cristo. È  auspicabile che il padrino sia scelto dal cresimando, pur con il consiglio dei genitori; che abbia un’età non molto superiore a quella del candidato alla confermazione e che gli sia agevole incontrarsi frequentemente con il cresimato. È preferibile, inoltre, che il padrino non sia un parente stretto o un superiore del cresimando, per rendere più facile la confidenza e la sincerità dei rapporti.

Qualora, nonostante ogni diligente ricerca, non fosse possibile averlo, è preferibile rinunciarvi; nel qual caso gli stessi genitori potranno “presentare” il figlio alla celebrazione del sacramento (cf Rito della confermazione, 5). I genitori, nel caso previsto, presentano il cresimando, ma non fungono da padrini in quanto questo ufficio non aggiungerebbe nulla al loro compito di genitori.

 

La registrazione

I nomi dei cresimati, fatta menzione del ministro, dei genitori e dei padrini, debbono essere trascritti nei registri della parrocchia e della Curia diocesana. Dopo aver, senza indugio, registrato nel libro parrocchiale i dati relativi alla celebrazione della confermazione, il parroco, nella cui parrocchia è stata amministrata la confermazione, deve, in conformità alle disposizioni del diritto particolare, trasmettere alla Curia diocesana l’elenco dei confermati, con i dati di cui sopra.

Il parroco nella cui parrocchia è stata amministrata la confermazione deve inoltre informare dell’avvenuta celebrazione il parroco del luogo del battesimo, affinché l’annotazione sia fatta nel libro dei battezzati.

 

La cura pastorale dei neocresimati

La preparazione non è in funzione soltanto della celebrazione del sacramento, ma anche e soprattutto della testimonianza cristiana che i confermati sono chiamati a dare nel mondo, a cominciare dal loro ambiente di vita e dal consapevole e attivo inserimento nella missione di salvezza, affidata da Cristo alla Chiesa. È assai opportuno e utile che i giovani cresimati abbiano periodici incontri di preghiera e di verifica con il parroco, e che questi esorti, con una certa frequenza, i genitori e i padrini affinché adempiano i loro doveri e compiti nei confronti dei neocresimati. Per quanto è possibile, i cresimati si inseriscano in un’associazione o in un gruppo o movimento ecclesiale per poter più sicuramente perseverare e progredire nella sequela di Cristo e nel servizio della Chiesa e dei fratelli.

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Frasi di San Francesco da Paola

  • La povertà di spirito è rinuncia alle preoccupazioni temporali e all’affanno di questa vita transitoria; è spianarsi il camino verso Dio; è astrazione della giustizia terrena, fedele osservanza della legge divina, fondamento di pace e di intemeratezza.

  • Amate Dio sopra ogni creatura, ed il prossimo; abbiate la mente rivolta a Cristo, che per la sua grande clemenza vi renderà buoni nella vita dell’anima.

  • Tutto ciò che facciamo per amore di Dio è possibile e facile, perché Gesù Cristo benedetto sempre supplisce a ciò che manca alle nostre deboli forze. 

  • A chi ama Dio tutto è possibile.

  • Per carità di Dio!...

  • Lo Spirito Santo sia sempre infuso nella vostra anima.

  • Benedetto sia il Signore che si è degnato soccorrerci nella nostra necessità e usarci misericordia. 

  • La devozione non sta nelle pezze ma nelle buone opere. 

  • Invano si comincia il bene se lo si lascia prima della morte; la corona vien data in premio solo ai perseveranti.

  • Amatevi a vicenda e fate tutto in carità.

  • Abbiate ferma fede. Abbiate grande fede in Gesù Cristo.

  • Vedete, fratelli, quanto il nostro buon Dio ama la pace; amatela, miei cari, anche voi, e conservatela ad ogni costo, detestando sempre gli odi e le discordie, perché siamo tutti figli del Dio della pace e della carità.

  • Cercate di vivere nel bene, con ogni bontà e purità, nel santo timor di Dio. 

  • Ti accompagni sempre la grazia di Gesù Cristo benedetto che è il più grande e il più prezioso di tutti i doni. 

  • Chi ben fa sempre prega.

  • La preghiera, la contemplazione delle cose celesti sono il vero e più naturale nutrimento della nostra anima, le sue sole delizie e la suprema felicità.

  • La pace è una santa mercanzia che non si compra se non a prezzo assai caro. 

  • L’eterno Dio Padre, il Figlio suo Gesù Cristo e la gloriosa sua Madre la Vergine Maria vi aiutino sempre e vi guidino alla salvezza dell’anima e del corpo, e vi facciano progredire di bene in meglio fino alla fine.

  • L’orazione pura e assidua dei giusti è una grande forza, e, come fedele ambasciatore, compie il suo mandato penetrando là dove non può arrivare la carne.

  • Ciò che nascondiamo al mondo non si può nascondere a Dio: convertitevi sinceramente.

  • Il Nome di Gesù è dolcissimo; fa parlare i muti … Questo è il Nome al quale genuflettono Cielo, terra e inferno.