Quinta Tappa

SUPERARE I MOMENTI DI CRISI E LA FASE DEL RIGETTO

 

È il momento in cui devi accettare quella profonda trasformazione di te stesso/a, che passa attraverso il morire  a tante cose per poter risorgere.

Anche sulla croce “a mezzogiorno” si fece buio su tutta la terra. È il momento di rinascere, come insegna Gesù a Nicodemo (cfr. Gv 3,1-11).

Ti è così tracciato l’itinerario della vita quaresimale, che è il carisma dell’Ordine dei Minimi, la famiglia religiosa fondata da frate Francesco di Paola. È il tempo della riscoperta del tuo essere battezzato/a; sei interpellato/a  a compiere un cammino di morte a te stesso, per arrivare alla tua Pasqua e sentirti risorto/a con Gesù il tuo Signore.

Morire a te stesso per rinascere; significa realizzare un cammino di continua conversione, quell’intento di fare maggiore penitenza e quel progredire continuamente di bene in meglio,come ha insegnato Francesco di Paola. Devi entrare nella logica del chicco di grano che cade in terra e muore per portare molto frutto (Gv 12,24).

Stai, comunque attento/a, in questa fase del tuo cammino vocazionale e penitenziale, alla tentazione del rigetto e alla fatica della sequela.

Che cosa vuol dire questa tentazione del rigetto e la fatica della sequela? La fase del rigetto è quella fase in cui la tua libertà si scontra con la libertà o con la volontà di Dio e nasce la tentazione del rifiuto. Il rifiuto si manifesta attraverso il “No, non voglio!” oppure attraverso delle scuse.

Questo tipo di esperienza ti si manifesta in mille modi: la stanchezza, il lasciar perdere, il far entrare nella mente mille impegni, il sentirsi indispensabili oppure ti si manifesta quando si comprende che, nel viaggio, non mancheranno le difficoltà nel non essere capito/a, compreso/a, o preso/a in giro dagli amici, familiari, ecc.

Nella sequela del Signore ciò che sconvolge è che questa fatica, questo silenzio di Dio non sono un “incidente” nel cammino di fede, e neanche un segno, un atteggiamento che non stai camminando sulla strada di Dio; anzi sono proprio il segno di Dio. Ricordati che tu sei un eterno pellegrino, che cercherai sempre il Signore e non lo incontrerai mai definitivamente.

Infatti l’esperienza di fede è un continuo esodo, come ti insegna il carisma penitenziale di Francesco di Paola, ed è un continuo andare a cercare Dio: un volto che c’è e poi ti sparisce, che ti si avvicina e ti si allontana. Anche gli apostoli sperimentano la solitudine, il silenzio di Dio, la notte, il buio.

Anche per Gesù l’esperienza di fede arriva a essere quella della vicinanza del Padre che tace; m a Gesù riesce a distinguere bene che un conto è quello che uno sente e un conto è quello che uno è. La fede non è un sentire, poiché la fede è un sapere.

Ecco quello che devi sempre dire: “Signore, io non ti sento, ma so che tu ci sei. Non ti vedo, non capisco quello che tu vuoi da me, tuttavia so che tu sei qui, ora con me”.

Di fronte a questa fatica, sono possibili queste reazioni:

  1. Abbandonare il campo.

A volte, dopo molti anni, persone che hanno fatto un cammino, che hanno cercato la propria vocazione, a un certo punto sperimentano questa fatica e non la accettano.  Costoro desidererebbero un’esperienza concreta e viva di Dio, e invece lo sentono come morto, assente. Alla fine Dio è come un amico che hanno incontrato e poi hanno lasciato.

  1. Stancarsi dopo l’entusiasmo iniziale.

Di solito nel cammino vocazionale succede così: il Signore, quando ti fa innamorare, sempre molto presente. Poi, arrivano i momenti un po’ difficili e  questo cammino, nel buio e nella fatica, potrebbe condurti a una certa apatia e a una certa indifferenza. Tu però impegnati ad accogliere il momento di aridità, altrimenti potresti correre due rischi: a) vivere in nostalgia, rifugiandoti nel passato; b) cadere nell’attivismo frenetico.

Di solito, però le persone che vivono questo momento, sentono che senza il Signore, non c’è gioia vera e manca sempre qualcosa; sono sempre disposte a riprendere il cammino e, prima o poi, riescono a recuperare.La preghiera in questi casi ti è grande aiuto.

La costanza incrollabile. 

Questo è l’atteggiamento tipico di chi va avanti nella fatica, nel buio, con una forza interiore che nasce dal desiderio di fedeltà al Signore, che forgia, fortifica, soprattutto quando Egli tace.

Questa forza è soprattutto dono dello Spirito Santo; a te rimane però il compito fondamentale di invocarla e di aprirti ad essa, attraverso la preghiera.

Ma come ci si può abbandonare all’Assente?

Nessuno sa perché ci siano i momenti di forte buio. Di fatto esiste questa sofferenza cristiana che devi vivere con dignità e con profondità di spirito; alle persone che hanno il compito di essere guide è bene dire tutto; esse ti possono aiutare a superare questo momento difficile.

Ricorda sempre che guardando il Crocifisso tu impari tante cose.

 

C’è una regola di vita spirituale molto semplice e molto vera: chi non progredisce regredisce.

Dai senso ai segni di croce, che compi in questo periodo. Recupera in profondità il significato del tracciare su di te il segno di croce, della croce che ti salva.

Inizia la giornata, appena sveglio, e concludila, alla sera, con questo gesto.

Contempla il Crocifisso, senza nulla dire, soprattutto nei momenti più difficili.

Prega personalmente e/o comunitariamente  la Via della Croce (Via Crucis).

In questi momenti lasciati guidare dal tuo padre spirituale.

 

Frasi di San Francesco da Paola

  • Benedetto sia il Signore che si è degnato soccorrerci nella nostra necessità e usarci misericordia. 

  • Chi ben fa sempre prega.

  • Tutto ciò che facciamo per amore di Dio è possibile e facile, perché Gesù Cristo benedetto sempre supplisce a ciò che manca alle nostre deboli forze. 

  • La preghiera, la contemplazione delle cose celesti sono il vero e più naturale nutrimento della nostra anima, le sue sole delizie e la suprema felicità.

  • Ti accompagni sempre la grazia di Gesù Cristo benedetto che è il più grande e il più prezioso di tutti i doni. 

  • Lo Spirito Santo sia sempre infuso nella vostra anima.

  • Abbiate ferma fede. Abbiate grande fede in Gesù Cristo.

  • Per carità di Dio!...

  • Amate Dio sopra ogni creatura, ed il prossimo; abbiate la mente rivolta a Cristo, che per la sua grande clemenza vi renderà buoni nella vita dell’anima.

  • Invano si comincia il bene se lo si lascia prima della morte; la corona vien data in premio solo ai perseveranti.

  • A chi ama Dio tutto è possibile.

  • L’eterno Dio Padre, il Figlio suo Gesù Cristo e la gloriosa sua Madre la Vergine Maria vi aiutino sempre e vi guidino alla salvezza dell’anima e del corpo, e vi facciano progredire di bene in meglio fino alla fine.

  • Il Nome di Gesù è dolcissimo; fa parlare i muti … Questo è il Nome al quale genuflettono Cielo, terra e inferno. 

  • La povertà di spirito è rinuncia alle preoccupazioni temporali e all’affanno di questa vita transitoria; è spianarsi il camino verso Dio; è astrazione della giustizia terrena, fedele osservanza della legge divina, fondamento di pace e di intemeratezza.

  • Vedete, fratelli, quanto il nostro buon Dio ama la pace; amatela, miei cari, anche voi, e conservatela ad ogni costo, detestando sempre gli odi e le discordie, perché siamo tutti figli del Dio della pace e della carità.

  • Ciò che nascondiamo al mondo non si può nascondere a Dio: convertitevi sinceramente.

  • La devozione non sta nelle pezze ma nelle buone opere. 

  • Cercate di vivere nel bene, con ogni bontà e purità, nel santo timor di Dio. 

  • La pace è una santa mercanzia che non si compra se non a prezzo assai caro. 

  • Amatevi a vicenda e fate tutto in carità.

  • L’orazione pura e assidua dei giusti è una grande forza, e, come fedele ambasciatore, compie il suo mandato penetrando là dove non può arrivare la carne.