Quarta Tappa

LA DIREZIONE SPIRITUALE

 

In un cammino di discernimento vocazionale c’è un grosso pericolo: andare avanti da soli. Eppure tu devi sapere che il peggior giudice di te stesso, nel bene e nel male, sei ancora tu.

Da una parte, ci sono persone profondamente segnate da una visione negativa e pessimistica di se stesse, per cui vedono la loro realtà più oscura di quanto non lo sia.

D’altra parte, invece, ci sono persone con un atteggiamento esattamente opposto: esse vedono la loro realtà sempre al positivo, ne hanno una visione troppo ottimistica. Costoro hanno sempre una giustificazione, senza mettersi mai in discussione fino in fondo. Oppure, sono connotate da una tale superficialità da non sapersi avvedere di errori e manchevolezze, soprattutto nel campo delle omissioni.

Per evitare questo pericolo ti è dato uno strumento grande, cui puoi ricorrere per mezzo della Chiesa: vivere in sincerità la tua scelta vocazionale che non è una scelta personale, bensì una scelta ecclesiale, con l’aiuto di una guida spirituale.

Parti con qualche affermazione biblica:

“Guai a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi” (Qo 4,10);

“Non fare nulla senza riflessione; alla fine dell’azione non te ne pentirai”         (Sir 32,19);

“Frequenta spesso un uomo pio che tu conosci come osservante dei comandamenti e la cui anima è come la tua anima: se tu inciampi saprà compatirti; segui il consiglio del suo cuore, perché nessuno ti sarà più fedele di lui”                    (Sir 37,12-13).

Ma che cos’è la direzione spirituale?

C’è rischio che si faccia un po’ di confusione intorno a questo argomento.

La direzione spirituale è un ministero (servizio) esercitato nella Chiesa e per incarico della Chiesa, per cui il padre spirituale lo devi vedere come rappresentante della Chiesa e non come una semplice persona con i propri meriti e limiti.

La direzione spirituale è un dono di Cristo alla Chiesa ed è l’aiuto attraverso il quale lo Spirito Santo fa in modo che tu arrivi alla santità. Né la rivelazione biblica né la tradizione della Chiesa impongono questo aiuto, ma senza direzione spirituale non c’è progresso interiore.

Essa non è né lo sfogo psicologico né la chiacchierata simpatica con il prete, ma un incontro a tre, in cui è lo Spirito Santo a giocare il ruolo determinante.

Se non c’è questa certezza della terza Persona, che attraverso la direzione spirituale agisce, si butta via il tempo.

Se la certezza c’è, la preghiera è logica conseguenza. Lo Spirito è il Dono. Va invocato: per sé e per il proprio padre spirituale.

Ci sono due rischi, oggi, nella direzione spirituale:

a)     Non lasciarsi aiutare.

b)    Farsi sostuìituire.

Infatti, c’è chi dice: “Io vado, vedo, se mi va bene lo prendo, se non mi va bene non lo prendo”. C’è invece chi afferma: “Voglio tutto, quello che mi dice io faccio, anzi, speriamo che mi dica lui cosa fare;

Che cosa viene chiesto a te, come figlio/a spirituale?

  1. Un minimo di serietà da parte tua: vale a dire la tua ferma volontà di crescere e di camminare;
  2. L’apertura: tu che ti fai devi essere profondamente aperto, se non lo sei con il tuo padre spirituale non lo sei con nessun altro;
  3. La fiducia: devi essere disposto/a ad ascoltare anche le indicazioni “scomode” del padre spirituale.
  4. La tua  disponibilità ad accettare le regole del gioco: il direttore spirituale cerca insieme a te, si mette in ascolto, prega, si confronta, vede i tuoi risultati e ti indirizza.

 

Quali sono i punti su cui lasciarsi guidare?

- Mettiti in piedi e vivi la tua vocazione. La direzione spirituale deve portarti a capire che cosa il Signore vuol da te: che ti alzi in piedi, che ti metta a camminare. A questo proposito chiediti: sto veramente seguendo il Signore oppure sto sempre o prevalentemente seduto/a?

- C’è un itinerario penitenziale che devi compiere e questo viene prima di tutto, come ci insegna il carisma Minimo.

 

Ma, che cos’è questo itinerario penitenziale?

Non è soltanto il confessarsi e non è l’insieme delle confessioni che uno ha fatto nella vita, più o meno apertamente e/o frequentemente, ma è proprio l’atteggiamento spirituale che ti fa riconoscere la tua fragilità, che ti fa capire che, per arrivare in alto, devi cominciare a partire dal basso e per iniziare a costruire positivamente, devi cominciare a far pace con quello che c’è ancora di negativo, con quello che dovrebbe diventare positivo.

 

Quali sono gli atteggiamenti penitenziali?

Possono essere tanti: fare memoria del proprio passato; forme di sacrificio, di riparazione; educare la volontà per non slittare verso ciò che è sbagliato: le “rinunzie” hanno anche questo scopo. In ogni modo, l’itinerario penitenziale porta a vivere il sacramento della Riconciliazione come tappa di questo cammino di purificazione e di guarigione.

Chi scopre questo sacramento e lo vive serenamente, cammina molto; il sacramento della Riconciliazione è un momento d’incontro con l’amore del Signore ed è determinante per la tua vita.

La direzione spirituale è un itinerario spirituale è un itinerario che ti insegna a pregare, a crescere nell’incontro, nella confidenza, nel dialogo, nel rapporto affettivo con il Signore Gesù.

Ora, chiediti:

Se hai davvero preso coscienza della presenza e dell’azione dello Spirito Santo, nella tua storia personale, attraverso la guida del padre spirituale?

Se sei aperto pienamente, completamente, in tutti campi, con chi ti guida?

Se c’è forse un aspetto della tua vita su cui non hai avuto il coraggio di aprirti fino in fondo?

Se preghi per il tuo padre spirituale?

Se ce l’hai un padre spirituale?

Se no, perché?

Vorresti provare a pensarci?

Frasi di San Francesco da Paola

  • Chi ben fa sempre prega.

  • Tutto ciò che facciamo per amore di Dio è possibile e facile, perché Gesù Cristo benedetto sempre supplisce a ciò che manca alle nostre deboli forze. 

  • Vedete, fratelli, quanto il nostro buon Dio ama la pace; amatela, miei cari, anche voi, e conservatela ad ogni costo, detestando sempre gli odi e le discordie, perché siamo tutti figli del Dio della pace e della carità.

  • Amate Dio sopra ogni creatura, ed il prossimo; abbiate la mente rivolta a Cristo, che per la sua grande clemenza vi renderà buoni nella vita dell’anima.

  • A chi ama Dio tutto è possibile.

  • L’eterno Dio Padre, il Figlio suo Gesù Cristo e la gloriosa sua Madre la Vergine Maria vi aiutino sempre e vi guidino alla salvezza dell’anima e del corpo, e vi facciano progredire di bene in meglio fino alla fine.

  • Amatevi a vicenda e fate tutto in carità.

  • Ti accompagni sempre la grazia di Gesù Cristo benedetto che è il più grande e il più prezioso di tutti i doni. 

  • Cercate di vivere nel bene, con ogni bontà e purità, nel santo timor di Dio. 

  • Ciò che nascondiamo al mondo non si può nascondere a Dio: convertitevi sinceramente.

  • Benedetto sia il Signore che si è degnato soccorrerci nella nostra necessità e usarci misericordia. 

  • L’orazione pura e assidua dei giusti è una grande forza, e, come fedele ambasciatore, compie il suo mandato penetrando là dove non può arrivare la carne.

  • Abbiate ferma fede. Abbiate grande fede in Gesù Cristo.

  • Per carità di Dio!...

  • La povertà di spirito è rinuncia alle preoccupazioni temporali e all’affanno di questa vita transitoria; è spianarsi il camino verso Dio; è astrazione della giustizia terrena, fedele osservanza della legge divina, fondamento di pace e di intemeratezza.

  • Il Nome di Gesù è dolcissimo; fa parlare i muti … Questo è il Nome al quale genuflettono Cielo, terra e inferno. 

  • La pace è una santa mercanzia che non si compra se non a prezzo assai caro. 

  • Invano si comincia il bene se lo si lascia prima della morte; la corona vien data in premio solo ai perseveranti.

  • La preghiera, la contemplazione delle cose celesti sono il vero e più naturale nutrimento della nostra anima, le sue sole delizie e la suprema felicità.

  • Lo Spirito Santo sia sempre infuso nella vostra anima.

  • La devozione non sta nelle pezze ma nelle buone opere.