Terza Tappa

LE PAURE DEL CHIAMATO

Con l’intenzione determinata di menare una vita solitaria, Francesco di Paola si ritirò in un podere di suo padre, distante quasi un chilometro da Paola. I genitori gli procuravano il  necessario

( Dalla vita dell’Anonimo).

Colpisce, una volta compreso il progetto di Dio su di lui, l’intenzione determinata che ha Francesco di Paola nel realizzarlo. Anche tu devi, quindi, vincere le paure che possono venirti quando, ormai ti senti chiamato/a. Infatti colui/colei che Cristo chiama è suscettibile di passare attraverso l’una o l’altra di queste cinque emozioni, o di tutte e cinque insieme.

La Bibbia, su questo argomento, è piena di situazioni tragicomiche, o, se si vuole, ridicole benché sublimi.

L’essere umano, sorpreso dal “vieni, seguimi”, cerca di sottostare all’invito mediante l’una o l’altra di queste goffe scappatoie:

 

1) “Non sono libero/a”.  Ho già fatto il mio programma, sono super occupato/a, non c’è più spazio. La Parola di Dio non prevede l’impossibilità: essa supera ogni altro dovere. Sarebbe difficile immaginare Maria che rispondesse così all’Arcangelo Gabriele: “ Sono desolata, caro Gabriele, ma sono già impegnata con Giuseppe. Ma troverai certamente una giovane che sia libera e che sarà molto felice della tua proposta…”

2) “Non sono capace”. Qui, uno si fa forte dell’incompetenza, con un’apparenza di umiltà che nasconde malamente la poca voglia o il timor di panico.

È il caso di Mosè davanti al roveto ardente: Incaricato da Jahvè di andare a trovare il Faraone per intimargli di lasciar partire Israele, si dibatte con tutte le sue forze per sfuggire a tale difficile missione. Snocciola tutti gli argomenti che sa: “Chi sono io per andare dal faraone?”(Es 3,11).

3) “Non sono degno/a”. Anche qui si spera di intrappolare Dio attraverso l’umiltà.

L’obiezione sembra insormontabile ma Cristo non teme la tua dignità dal momento che tu la riconosci. Ti dice come a Paolo: “Ti basta la mia grazia. La mia potenza si manifesta nella debolezza” (2 Cor 12,9).

Concludi, dunque, come l’Apostolo: “Mi vanterò quindi volentieri delle mie debolezze, perché si stenda su di me la potenza di Cristo… Perché quando sono debole, allora sono forte”.

4) “Non vedo dove questo mi porterà”. Qui si passa all’attacco: le difficoltà non sono dalla parte tua ma dalla parte di Dio, le cui proposte mancano della più elementare precisione.

Abramo, lasciando la Caldea (Gn  12,1-9), non domandò a Jahvè una guida Michelin per riconoscere le sorgenti di acque dolce tra la città di Ur e la quercia di Mamre, come nella Parigi-Dakar. E Maria non chiese a Gabriele un prospetto completo per Madre di Dio, al fine di sapere che cosa fare in caso di fuga in Egitto.

In un magnifico capitolo sulla fede nella Bibbia, la lettera agli Ebrei(11,18) dice: “Abramo partì senza sapere dove andava”.

5) “Non ho sufficienti garanzie umane”. Qui bisogna pensare a Pietro mentre cammina sull’acqua (Mt 14,22-36).

La decisione più motivata comporta sempre un rischio; è il vincolare la propria libertà, non il semplice mettere in moto un meccanismo.

Occorre un avvenimento spirituale imprevedibile, che comporta una certa “scommessa”.

6) “Ho paura di fare fiasco”.  Il seguire Cristo conduce alla croce: il Signore non ha preso nessuno a tradimento (Gv 14,29). L’importante è non illuderti sulle difficoltà che ti attendono. C’è dunque la tentazione di “arrossire al vangelo” (Rm 1,16) per non perdere la faccia.

Convinciti bene che non avrai mai peggior nemico che te stesso/a.

Frasi di San Francesco da Paola

  • Invano si comincia il bene se lo si lascia prima della morte; la corona vien data in premio solo ai perseveranti.

  • La pace è una santa mercanzia che non si compra se non a prezzo assai caro. 

  • Tutto ciò che facciamo per amore di Dio è possibile e facile, perché Gesù Cristo benedetto sempre supplisce a ciò che manca alle nostre deboli forze. 

  • Il Nome di Gesù è dolcissimo; fa parlare i muti … Questo è il Nome al quale genuflettono Cielo, terra e inferno. 

  • Lo Spirito Santo sia sempre infuso nella vostra anima.

  • Amate Dio sopra ogni creatura, ed il prossimo; abbiate la mente rivolta a Cristo, che per la sua grande clemenza vi renderà buoni nella vita dell’anima.

  • Per carità di Dio!...

  • La preghiera, la contemplazione delle cose celesti sono il vero e più naturale nutrimento della nostra anima, le sue sole delizie e la suprema felicità.

  • Cercate di vivere nel bene, con ogni bontà e purità, nel santo timor di Dio. 

  • Ciò che nascondiamo al mondo non si può nascondere a Dio: convertitevi sinceramente.

  • L’orazione pura e assidua dei giusti è una grande forza, e, come fedele ambasciatore, compie il suo mandato penetrando là dove non può arrivare la carne.

  • A chi ama Dio tutto è possibile.

  • Benedetto sia il Signore che si è degnato soccorrerci nella nostra necessità e usarci misericordia. 

  • Vedete, fratelli, quanto il nostro buon Dio ama la pace; amatela, miei cari, anche voi, e conservatela ad ogni costo, detestando sempre gli odi e le discordie, perché siamo tutti figli del Dio della pace e della carità.

  • Amatevi a vicenda e fate tutto in carità.

  • Chi ben fa sempre prega.

  • La povertà di spirito è rinuncia alle preoccupazioni temporali e all’affanno di questa vita transitoria; è spianarsi il camino verso Dio; è astrazione della giustizia terrena, fedele osservanza della legge divina, fondamento di pace e di intemeratezza.

  • Abbiate ferma fede. Abbiate grande fede in Gesù Cristo.

  • Ti accompagni sempre la grazia di Gesù Cristo benedetto che è il più grande e il più prezioso di tutti i doni. 

  • L’eterno Dio Padre, il Figlio suo Gesù Cristo e la gloriosa sua Madre la Vergine Maria vi aiutino sempre e vi guidino alla salvezza dell’anima e del corpo, e vi facciano progredire di bene in meglio fino alla fine.

  • La devozione non sta nelle pezze ma nelle buone opere.