Patronato della Regione Sicilia

Papa Urbano VIII, il 23 marzo 1630, lo dichiarò PATRONO PRINCIPALE DEL REGNO DELLA SICILIA. Papa Clemente XII, il 15 luglio 1739, conferma e dichiara nuovamente San Francesco di Paola PATRONO PRINCIPALE, IN PERPETUO, DELLA SICILIA, a parità "eàdem ratione" con l'Immacolata. (Roberti, P. Gius., Dis. stor. dell'Ordine, Vol. 3, pp. 278-282)

San Francesco di Paola fu istituito dal Senato milazzese, nel 1696,

compatrono della città di Milazzo. (Libro d'oro di Milazzo).

 

Riportiamo le lapidi sulle quali è inciso il Decreto del Regno di Sicilia che elegge San Francesco di Paola come Patrono Principale della Sicilia:

(ringraziamo la Parrocchia San Francesco di Paola di Catania per averci inviato le immagini)

Lapidi ubicate nella Parrocchia San Francesco di Paola a Catania che riportano il decreto del Regno di Sicilia con il quale si elegge San Francesco di Paola come Patrono della Sicilia.

 

TRADUZIONE DELLE LAPIDI

A Dio Ottimo Massimo

Essendo Carlo, Infante di Spagna, 3° Re di Sicilia, Napoli e Gerusalemme, e D. Bartolomeo Corsini vicerè, la Sacra Congregazione dei Riti, col seguente decreto eseguito nel Regno il giorno 26 settembre 1738, approvò l'elezione di S. Francesco di Paola a Principale Patrono di tutto il Regno di Sicilia, scelto nei Comizi generali dell'anno 1738.

 

Decreto del Regno di Sicilia

A nome dei Deputati del Regno di Sicilia sono state presentate alla Congregazione dei S. Riti le indefesse preghiere con le quali si è molto supplicato per la confermazione o piuttosto per l’approvazione dell’elezione di S. Francesco da Paola a Patrono Principale di tutto quel Regno.

La stessa Sacra Congregazione, considerate le particolari circostanze espresse nella supplice istanza riguardo alla relazione dell’Eminentissimo e Reverendissimo Signor Cardinale Alessandro Albano Ponente, nel caso del quale si tratta, confermò la stessa elezione, ed approvò anche la rettifica (per quanto occorra) per quel che riguarda il difetto della solennità richiesta nel decreto del Papa Urbano VIII emesso il giorno 23 Marzo 1630, circa di tal maniera da dover compiere le elezioni attraverso voti segreti, e allo stesso S. Francesco da Paola eletto così Patrono Principale applicò e concesse tutte le prerogative spettanti ai Santi Protettori Principali, se sarà sembrato opportuno al SS. Signore Nostro. Giorno 6 Settembre 1738.

Ed essendo stata fatta quindi da me Segretario la relazione su quanto suddetto al SS. Signore Nostro, Sua Santità benignamente approvò. Giorno 12 dello stesso mese, ed anno 1738.

C. Card. DE MARINIS.

Posto + del sigillo T. Patriarca Hjerosolym., Secr.

 

RESCRITTO DELLA SANTA SEDE

PAPA CLEMENTE XII

A futura memoria

Così come abbiamo recentemente appreso, i diletti Figli, le Comunità, le Università e gli uomini del Regno di Sicilia oltre Faro professano quella stessa venerazione nei confronti di S. Francesco da Paola nelle Assemblee Generali del suddetto Regno, come chiamano, Deputati, per la stessa essendo stato eletto S. Francesco da Paola a Patrono Principale di detto regno, anche dalla Congregazione dei Ven. Nostri Fratelli Cardinali di Santa Romana Chiesa preposti ai Sacri Riti, ottennero l’approvazione dell’elezione di tal fatta, essendo stata aggiunta inoltre la rettifica del difetto dei voti segreti. Poiché invece fu sollevato il dubbio riguardo alla esecuzione del Decreto di approvazione emesso da parte della suddetta Congregazione anche dai diletti figli, dalla Comunità, dall’Università e dagli Uomini della Cittadinanza Palermitana i quali affermano di avere già da tempo la B. M Vergine Immacolata quale Patrona Principale del suddetto regno, dalla predetta Congregazione la supplice istanza già presentata fu riformulata per una nuova udienza. E così Noi che a difesa dell’Ufficio supremo della funzione Apostolica abbiamo promosso la Sacrosanta Religione Cattolica e il Culto Sacro, come è naturale, e di giorno in giorno ci affanniamo ad accrescerla, previa avocazione della causa da quella Congregazione, affinché la pia rivalità dei fedeli di Cristo nell’esame di una causa di tal fatta protrattasi così a lungo non abbia per caso a disturbare l’ordine degli Uffici Divini; ed essendo stata a suo tempo rigettata la questione, presentate anche le pie suppliche dei suddetti Deputati attraverso una lettera appena umilmente consegnataci, per quanto possiamo con il Signore, ben disposti a sollevare le singole persone di quelli da qualsiasi scomunica, sospensione, ed interdetto e da altre sentenze Ecclesiastiche, censure e pene dal diritto o dall’uomo, in qualsiasi occasione, o portate in causa se con questi in qualunque modo risultino legate; per conseguire almeno l’effetto dei presenti assolvendo dal seguito di quelle e ritenendo che saranno assolte, riguardo specialmente al Consiglio dei Deputati, di molti Nostri Venerabili Fratelli e della stessa Santa Romana Chiesa e della suddetta Congregazione dei Cardinali, per quanto occorra, con l’autorità Apostolica per continuità dei presenti confermiamo nuovamente la B. Maria Vergine Immacolata quale Patrona Principale del suddetto Regno, affinché le siano tributati sempre maggiori onori dai Fedeli di Cristo, e la devota pietà dei popoli goda del suo efficace patrocinio; né diversamente ordiniamo al clero Secolare di tutto il suddetto Regno di tornare ad onorare ogni anno la Festa di S. Francesco da Paola come propria del Patrono Principale dello stesso Regno per precetto della Chiesa e di recitare il suo ufficio, e la Messa con l’Ottava, e di celebrare per volontà e per continuità del suddetto.

Non ostanti premesse e Costituzioni e Disposizioni Apostoliche e quant’altro del detto regno e qualsiasi altra consuetudine, privilegio, indulto e lettera apostolica in contrario delle premesse in qualunque modo concessi, confermati o rinnovati; ed espressamente deroghiamo da tutti quelli, e dai particolari a favore di questo solo ufficio, specialmente fino a questo compimento, e da qualsiasi altra cosa contraria.

Dato in Roma presso S. Maria Maggiore sotto l’Anello del Pescatore, giorno 18 Marzo 1739. Nono anno del Nostro Pontificato.

Pro D. Card. PASSIONEO

Cajetanus Amato

PAPA CLEMENTE XII

A perpetua memoria

Così come abbiamo recentemente appreso, i diletti Figli, le Comunità, le Università e gli uomini del Regno di Sicilia oltre Faro professano quella stessa venerazione nei confronti di S. Francesco da Paola nelle Assemblee Generali del suddetto Regno, come chiamano, Deputati, per la stessa essendo stato eletto S. Francesco da Paola a Patrono Principale di detto regno, anche dalla Congregazione dei Ven. Nostri Fratelli Cardinali di Santa Romana Chiesa preposti ai Sacri Riti, ottennero l’approvazione dell’elezione di tal fatta, essendo stata aggiunta inoltre la rettifica del difetto dei voti segreti. Poiché invece fu sollevato il dubbio riguardo alla esecuzione del Decreto di approvazione emesso da parte della suddetta Congregazione anche dai diletti figli, dalla Comunità, dall’Università e dagli Uomini della Cittadinanza Palermitana i quali affermano di avere già da tempo la B. M Vergine Immacolata quale Patrona Principale del suddetto regno, dalla predetta Congregazione la supplice istanza già presentata fu riformulata per una nuova udienza. E così Noi che a difesa dell’Ufficio supremo della funzione Apostolica abbiamo promosso la Sacrosanta Religione Cattolica e il Culto Sacro, come è naturale, e di giorno in giorno ci affanniamo ad accrescerla, previa avocazione della causa da quella Congregazione, affinché la pia rivalità dei fedeli di Cristo nell’esame di una causa di tal fatta protrattasi così a lungo non abbia per caso a disturbare l’ordine degli Uffici Divini; ed essendo stata a suo tempo rigettata la questione, presentate anche le pie suppliche dei suddetti Deputati attraverso una lettera appena umilmente consegnataci, per quanto possiamo con il Signore, ben disposti a sollevare le singole persone di quelli da qualsiasi scomunica, sospensione, ed interdetto e da altre sentenze Ecclesiastiche, censure e pene dal diritto o dall’uomo, in qualsiasi occasione, o portate in causa se con questi in qualunque modo risultino legate per conseguire almeno l’effetto dei presenti assolvendo dal seguito di quelle e ritenendo che saranno assolte, riguardo specialmente al Consiglio dei Deputati, di molti Nostri Venerabili Fratelli e della stessa Santa Romana Chiesa e della suddetta Congregazione dei Cardinali, per quanto occorra, con l’autorità Apostolica per continuità dei presenti confermiamo nuovamente la B. Maria Vergine Immacolata quale Patrona Principale del suddetto Regno, affinché le siano tributati sempre maggiori onori dai Fedeli di Cristo, e la devota pietà dei popoli goda del suo efficace patrocinio; né diversamente ordiniamo a tutti i fedeli di Cristo di entrambi i sessi e a ciascuno in particolare di tornare ad onorare ogni anno la Festa di S. Francesco da Paola come propria del Patrono Principale dello stesso Regno per precetto della Chiesa e, tanto ai secolari quanto ai Regolari di entrambi i sessi che sono tenuti a recitare le ore canoniche, di recitare il suo ufficio, e la Messa con l’Ottava per l’avvenire anche di precetto, e di celebrare per volontà e per continuità del suddetto.

Non ostanti premesse e Costituzioni e Disposizioni Apostoliche e quant’altro del detto regno e qualsiasi altra consuetudine, privilegio, indulto e lettera apostolica in contrario delle premesse in qualunque modo concessi, confermati o rinnovati; ed espressamente deroghiamo da tutti quelli, e dai particolari a favore di questo solo ufficio, specialmente fino a questo compimento; e da qualsiasi altra cosa contraria.

Dato in Roma presso S. Maria Maggiore sotto l’Anello del Pescatore, giorno 15 Luglio 1739. Nono anno del Nostro Pontificato.

D. Card. PASSIONEO


Documenti conservati nell'Archivio Vaticano.

Frasi di San Francesco da Paola

  • Tutto ciò che facciamo per amore di Dio è possibile e facile, perché Gesù Cristo benedetto sempre supplisce a ciò che manca alle nostre deboli forze. 

  • L’eterno Dio Padre, il Figlio suo Gesù Cristo e la gloriosa sua Madre la Vergine Maria vi aiutino sempre e vi guidino alla salvezza dell’anima e del corpo, e vi facciano progredire di bene in meglio fino alla fine.

  • Benedetto sia il Signore che si è degnato soccorrerci nella nostra necessità e usarci misericordia. 

  • Cercate di vivere nel bene, con ogni bontà e purità, nel santo timor di Dio. 

  • Amatevi a vicenda e fate tutto in carità.

  • La devozione non sta nelle pezze ma nelle buone opere. 

  • La preghiera, la contemplazione delle cose celesti sono il vero e più naturale nutrimento della nostra anima, le sue sole delizie e la suprema felicità.

  • L’orazione pura e assidua dei giusti è una grande forza, e, come fedele ambasciatore, compie il suo mandato penetrando là dove non può arrivare la carne.

  • Invano si comincia il bene se lo si lascia prima della morte; la corona vien data in premio solo ai perseveranti.

  • Chi ben fa sempre prega.

  • La povertà di spirito è rinuncia alle preoccupazioni temporali e all’affanno di questa vita transitoria; è spianarsi il camino verso Dio; è astrazione della giustizia terrena, fedele osservanza della legge divina, fondamento di pace e di intemeratezza.

  • Ti accompagni sempre la grazia di Gesù Cristo benedetto che è il più grande e il più prezioso di tutti i doni. 

  • Abbiate ferma fede. Abbiate grande fede in Gesù Cristo.

  • Per carità di Dio!...

  • Ciò che nascondiamo al mondo non si può nascondere a Dio: convertitevi sinceramente.

  • Amate Dio sopra ogni creatura, ed il prossimo; abbiate la mente rivolta a Cristo, che per la sua grande clemenza vi renderà buoni nella vita dell’anima.

  • Il Nome di Gesù è dolcissimo; fa parlare i muti … Questo è il Nome al quale genuflettono Cielo, terra e inferno. 

  • La pace è una santa mercanzia che non si compra se non a prezzo assai caro. 

  • A chi ama Dio tutto è possibile.

  • Lo Spirito Santo sia sempre infuso nella vostra anima.

  • Vedete, fratelli, quanto il nostro buon Dio ama la pace; amatela, miei cari, anche voi, e conservatela ad ogni costo, detestando sempre gli odi e le discordie, perché siamo tutti figli del Dio della pace e della carità.